Quando la malattia cambia tutto – e la vita quotidiana deve comunque andare avanti
Una diagnosi di cancro non colpisce solo la persona malata: cambia la vita di tutta la famiglia. Anche i familiari sono coinvolti e si trovano a portare con sé preoccupazioni, responsabilità e le proprie paure. Spesso, anche loro arrivano al limite delle proprie forze. È importante riconoscere questi limiti e chiedere aiuto. «Dono del cuore» può essere di sostegno.
I familiari sostengono la persona malata – e arrivano a loro volta al limite
Quando un familiare si ammala di cancro, tutto ruota intorno alle cure e al desiderio di essere accanto alla persona malata. Ma, allo stesso tempo, la vita quotidiana deve continuare. Il partner o la partner si occupa dei figli, fa la spesa, organizza gli appuntamenti, accompagna la persona in ospedale, ascolta, conforta e cerca, nel frattempo, di gestire anche le proprie paure e preoccupazioni. Anche per i bambini la situazione è difficile. Hanno bisogno di attenzione e di sicurezza e dovrebbero poter comprendere, in modo adeguato alla loro età, ciò che sta accadendo nella loro famiglia.
Quando non rimane quasi più spazio per se stessi
Quando ci si prende cura di una persona malata, è facile mettere in secondo piano i propri bisogni. È quello che è successo anche a una madre di quattro figli dopo la diagnosi di cancro del marito. Le sue giornate erano ormai scandite solo da visite mediche, viaggi in ospedale, organizzazione dell’assistenza ai bambini e dalle incombenze più urgenti della casa. Per sé stessa non rimaneva più tempo. Ha dovuto persino rinunciare al suo lavoro a tempo parziale. Alla consulente di «Dono del cuore» raccontava: «Ho la sensazione di non potermi permettere, in nessun caso, di fermarmi. Devo fare in modo che tutto continui a funzionare.» A un certo punto, però, si è resa conto che non ce la faceva più. Lo ha capito definitivamente quando i bambini hanno iniziato a reagire alla situazione difficile con comportamenti problematici: così non poteva più andare avanti.
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Sostenere i familiari per creare nuovi spazi di respiro
La famiglia ha ricevuto il sostegno di «Dono del cuore» – in modo semplice e concreto. Per alcune ore alla settimana, una persona si è occupata dei bambini e, per un certo periodo, sono state garantite anche le pulizie. Ma non è stata solo l'aiuto pratico a fare la differenza. La giovane madre ha apprezzato molto anche il fatto che qualcuno fosse disposto ad ascoltarla e prendesse sul serio ciò che stava vivendo. Tutto ciò significava molto per lei, perché grazie a quel sostegno si sono nuovamente creati piccoli spazi nella sua vita, momenti in cui poteva fermarsi e riprendere fiato. Ripensando a quel periodo, racconta: «Questo sostegno mi ha aiutata ad attraversare un momento in cui non sapevo più come avrei potuto affrontare tutto.»
È proprio questo l’obiettivo di «Dono del cuore»: offrire sollievo alle persone che si trovano in situazioni di difficoltà e far sentire loro che non sono sole.
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